primo mese da milanese
E' già passato un mese da quando ho iniziato la mia vita da universitaria quassù al nord. La metropolitana, l'università, le lezioni, l'economia aziendale stanno iniziando a non essere più una novità ma parte della routine quotidiana. La città mi piace tantissimo: è organizzata, offre un sacco di opportunità, girelli e trovi statue innovative tra palazzi vecchieggianti; mi sento inglobata dal suo continuo movimento, perchè è così: è una città che corre, corre e non si ferma mai. Ma non riesco a sentirla mia, è enorme, piena di sfaccettature e forse sbaglio a dire che mi piace, perchè probabilmente nemmeno i Milanesi la conoscono nella sua completezza. E' come se non dormisse mai la città: guardi dalla finestra e vedi sempre un sacco di luci, i treni della metro passano ogni 10 minuti anche la notte e vedi tante tante persone in giro ad ogni ora. Forse il problema è che non sono abituata ad una città così popolata, è normale in una metropoli non trovare mai una strada deserta...ma per me, povera provincialotta è sconcertante.
La vita universitaria è interessante ma faticosa, molto: seguire le lezioni correndo da una parte all'altra dell'università con l'ansia sempre presente (che in me non penso sparirà mai) di trovare l'aula giusta, cercare un posto dove si senta bene e si veda lo schermo, lo studiare nelle pause e possibilmente cercare anche di capire quali sono gli aspetti collaterali della vita di facoltà. Nelle bacheche ci sono un sacco di pubblicità di corsi, lezioni o riunioni tenuti da ospiti esterni su temi molto interessanti... il problema è che se non vai tu a leggere di tua spontanea volontà i volantini non saprai mai della loro esistenza! Forse sono troppo abituata alla pappa scodellata del liceo: le circolari lette in classe dai professori che per filo e per segno ci informavano di tutto quello che offrivano scuola/scuole/provveditorato/regione ecc. Per esempio il venerdì all'ora di pranzo sono organizzate (ad uso il secondo/terzo anno del mio corso, ma penso poi a libera frequentazione) delle lezioni sulla politica delle fondazioni mi sembra, e tra i relatori ci sono responsabili di teatri, direttori di musei... insomma sembra molto interessante!
Le lunghe giornate all'università stancano tanto, per cui, finite le mie 10 paginette quotidiane di aziendale vado a dormire!
Buonanotte!!
La vita universitaria è interessante ma faticosa, molto: seguire le lezioni correndo da una parte all'altra dell'università con l'ansia sempre presente (che in me non penso sparirà mai) di trovare l'aula giusta, cercare un posto dove si senta bene e si veda lo schermo, lo studiare nelle pause e possibilmente cercare anche di capire quali sono gli aspetti collaterali della vita di facoltà. Nelle bacheche ci sono un sacco di pubblicità di corsi, lezioni o riunioni tenuti da ospiti esterni su temi molto interessanti... il problema è che se non vai tu a leggere di tua spontanea volontà i volantini non saprai mai della loro esistenza! Forse sono troppo abituata alla pappa scodellata del liceo: le circolari lette in classe dai professori che per filo e per segno ci informavano di tutto quello che offrivano scuola/scuole/provveditorato/regione ecc. Per esempio il venerdì all'ora di pranzo sono organizzate (ad uso il secondo/terzo anno del mio corso, ma penso poi a libera frequentazione) delle lezioni sulla politica delle fondazioni mi sembra, e tra i relatori ci sono responsabili di teatri, direttori di musei... insomma sembra molto interessante!
Le lunghe giornate all'università stancano tanto, per cui, finite le mie 10 paginette quotidiane di aziendale vado a dormire!
Buonanotte!!
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