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Visualizzazione dei post da 2012

Comincia Bookcity!

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Il logo con i nove libri rossi inclinati ha oramai invaso la città, e Milano è in trepidante attesa per l’inizio di questa tre giorni che la vedrà invasa da incontri, conferenze e lecture nei luoghi simbolo, più o meno, della cultura. Alle 18 tra il pubblico del Teatro dell’arte della Triennale c’è quel brusio sospeso dell’attesa insieme agli occhi fissi sul palco, in attesa che l’autore latinoamericano faccia la sua comparsa sul palco. Le autorità di riferimento danno il loro benvenuto agli ospiti dando il via alla prima edizione di Bookcity ; nelle parole di Luigi Brioschi (Direttore della Casa editrice Guanda) emerge come sia effettivamente giunto il momento non solo di riconoscere il valore della città come capitale dell’editoria nazionale, ma soprattutto “per offrire qualcosa di concreto ai milanesi che abbiano un vero appetito per ciò che è cultura, lettura, scrittori, produzione artistica, proposta intellettuale e anche intrattenimento colto”. È dallo scambio di ...

Giorni 6/7/8/9 – zzz

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Forse voi lettori non afferrate in che condizione psico fisica mi trovo: io sono stanchissimaaaa!!! Quando torno a casa dopo aver camminato 6, 8 o 10 ore io non ho più banane per scrivere… capito?! Che poi, siete tutti buoni a dire che non aggiorno il blog… ma un commentino ino ino non me lo lascia mai nessuno!

Giorno 8 - Estasi e non solo

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New York, mercoledì 23 maggio. La Frick collection è bellissima e molto affascinante: come spesso succede, entrare in una casa di gusto con collezioni così vaste e preziose è una grande emozione, senza dubbio al pari all'emozione della visita del museo. E di bello c'è che i quadri non sono scelti perchè famosi, ma perchè rispondevano realmente al gusto del proprietario di casa. Vorrei anche io il patio con colonne in casa, con tanto di fontana e ranocchie che sputacchiano!  Ho trovato molto utile il video a rotazione continua nella sala ovale che racconta la storia della casa, con gli articoli di giornale sul come la città reagiva agli acquisti del signor Frick e sulla storia delle restrutturazioni.  Pranzo a base di jamon spagnolo in compagnia e poi… rullo di tamburi… MoMA!  Intanto fantastica l’opportunità di vedere una delle mostre temporanee con Michela, che ha seguito questo inverno un corso alla Columbia con il curatore, e quindi ha raccontato non solo la mostra, ma...

Giorno 6 - E il diluvio fu

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Partiamo da lunedì che veniva giù come se dal cielo tirassero secchiate d’acqua Museo di Storia Naturale – qualche appunto (tenendo presente che non si può generalizzare vista la diversità di anni in cui sono state fatte alcune ale rispetto a altre). bellissima la parte dell’oceano con la mega balena appesa e l’area dedicata a rettili e anfibi (apprezzabili da più punti di vista: un’occhiata superficiale e vedevi diverse specie, ad una lettura più approfondita le vetrine erano tematiche: nutrizione, riproduzione, rapporto con l’uomo) l’inglese domina sovrano, non si trovano indicazioni nè didascalie in nessun’altra lingua, e se per guardare le lontre impagliate o le armi degli aborigeni australiani non mi cambia nulla, per capire qualcosa sulle varie ere e sui dinosauri qualche info non in gergo tecnico ammmerigano non mi sarebbe dispiaciuto.   Grande delusione per la mostra temporanea sugli animali luminosi: mi aspettavo grandi medusone fosforescenti e foglie mutacolore, e mi son ...

Giorno 05 - la metro se son stanca è il caso che non la pigli!

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NYC, 21 maggio. Ore 10 La giornata è cominciata con un primo attraversamento del ponte di Brookyin, bello ma un sacco di gente e troppe biciclette che sfrecciano e rischiano di infilarti il manubrio in un fianco. Poi mi arriva un sms dell’amico milanese in visita a NYC che mi da appuntamento per il pranzo in zona. Decido quindi di approfittarne e fare un giro per il DUMBO (e riattraversa il ponte!). Quando mi ha raggiunto la comitiva era assai curiosa: milanese d.o.c. a NYC di passaggio, che sta scrivendo una tesi sulla guerra del Vietnam, avellinese che ha studiato a BU e adesso sta facendo ricerca all’MIT con fidanzata con genitori romani, nata in Venezuela e appena laureata a Boston (lei di default parla tre lingue). Mi sono sentita una vera sfigata. BTW, con loro attraverso per la terza volta il ponte. Facciamo due passi per downtown e poi pranziamo nel west village nell’unico bar (irlandese) che trasmetteva la partita Napoli- Juventus. Quattro passi a Washington Square Park e, mer...

Giorno 04 - Sabato newyorchese

NYC, 21 maggio. Ore 10 Sabato mattina picnic a Central park, da bravi newyorchesi, ma con salami e prosciutti (per non abbandonare neanche per un momento la nostra italianità). Dopo il picnic passeggiata per Soho (niente di entusiasmante, eccetto per lo store di Prada che è pazzesco) e per Greenwich village (dove invece mi trasferirei). 

Giorno 03 - la vecchiaia che incombe precocemente

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NY, 18 maggio. Ore 22 Oggi mi sono imposta su me stessa: avrei sopportato l’ora di coda e sarei salita sul battello. Tantissima gente e l’ennesima serie di controlli valgono la vista della città dalla baia. Mi avevano parlato con entusiasmo di Ellis island ma a causa del quantitativo di scolaresche e gruppi di turisti sono scappata presto senza godermela veramente. Una volta tornati sulla terra ferma comincio ad avvertire i primi sintomi di mal di schiena, ma faccio finta di nulla. Pranzo a Canal Street decisa ad andare verso Soho e le sue gallerie. Non so cosa sia successo, ma invece che a Soho mi sono trovata a Little Italy (una gran delusione piena di paccottiglia e ristoranti italiani molto tristanzuoli) e poi a China Town (più vera e viva).  Di quest’ultima mi è piaciuto moltissimo il parco, Columbus Park, dove vecchini e vecchine cinesi giocavano a carte, a Backgammon, se la cantavano con improbabili strumenti e se la ridevano, come fossero fuori dal tempo in una Cina lontana...

Giorno 02 - il giorno più lungo

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NY, 18 maggio. Ore 18. Aspettato che il padrone di svegliasse, in realtà alle 8 ho cominciato a chiudere il divano letto e a vestirmi e gioco forza lui si è alzato. Colazione con cappuccino e biscotti e via fuori da sola!! Metro fino a downtown per il battello che gira intorno ad Ellis Island e alla Statua della libertà, ma una volta comprato il bigliettone mi sono accorta che c’era un’ora di coda da fare ed essendo il primo giorno ero troppo piena di entusiasmo e voglia di vedere la città che ho posticipato coda e battello per girellare. Trinity church (con vetrate pazzesche), St paul (una chiesa curiosa, neoclassica ma probabilmente appena restaurata, piena di altari commemorativi delle vittime dell’11 settembre) con dentro un coro a cappella di giovani ragazzi. È stato bellissimo fermarsi a riposare con questi ragazzotti che cantavano con una grinta ed un entusiasmo travolgenti. Il memoriale dell’11 settembre è tuttora in costruzione, ma dopo una serie di controlli e metal detector ...

Giorno 01 - il racconto

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NY, 18 maggio. Ore 8 del mattino. Sono stata richiamata all’ordine perché da due giorni non scrivo… ma la lotta con il fuso orario sembrava volgere in suo favore. Ma con ieri ho vinto io!! Torniamo a noi: mercoledì primo giorno vero doppia sveglia alle 3 di notte e alle 7, mattinata alla cerimonia di conclusione dell’anno accademico dove i responsabili delle diverse scuole richiedono al corrispondente del nostro magnifico rettore di diplomare gli studenti perché bravi, intelligenti, in gamba, superiori a tutti gli altri. Cerimonia molto scenografica, molto ricercata e piena di simboli: ogni scuola ha il proprio simbolo (chi un martello, chi un leone, chi un mondo), ogni disciplina un colore e ogni grado un tipo di toga e tocco (i dottorati hanno tre strisce in velluto, come il tocco che è sempre di velluto e tondo morbido). Poi pranzo alla dipartimenti do storia dell’arte. Tra l’altro il tutto aveva come sfondo la storica biblioteca dell’università neoclassico non vero. Sono rimasta st...

Giorno 01 - l'alba

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NY, 7 del mattino qua ma 13 e 20 in Italia. Ieri sera super festa al MET e oggi cerimonia alla columbia per ambientarsi ben benino! Metto due foto di ieri sera giusto per farvi inverdire d'invidia un pochino!

Giorno 00 – il volo e la dogana

NY, 7 del mattino qua ma 13 e 20 in Italia. Il volo è andato bene, abbiamo girellato un po’ sopra Providence perché causa pioggia e vento non ci facevano atterrare. Ma poi ci s’è fatta e la mia ansia si è placata. E l’ho sfangata pure alla dogana: salsiccine di cinghiale, pecorino, oki e limoncello sono passati inosservati… che super contrabbandista! I miei compagni di viaggio sono stati un vero programma: alla destra avevamo il barese americano, 74enne, muto (nel senso che aveva fatto l’operazione alle corde vocali quindi dalla bocca non esce suono). Dotato di ben due pensioni, una italiana a una americana, una moglie (sposata 50 anni fa, anniversario a gennaio), una figlia e 5 nipoti tutti residenti in America. Ma a lui la puglia manca, quindi ogni tanto ci torna (e anche perché l’assistenza sanitaria e le medicine in Italia non le paga). Se vi chiedete come un muto possa avermi raccontato tutto questo, non sono capace di rispondere… ma 9 ore sono lunghe! Alla sinistra invece avevo u...

Giorno 00 - la partenza

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Aereoporto di Zurigo, ore locali 12,10, ore americane albissima Ci siamo, ci siamo… si parte! Firenze, Zurigo e poi l’Ammmmerica! L’ipocondriaca che è in me pensa che il sicurissimo volo swiss air cadrà e io morirò schiantata, ma voi incrociate le dita perché ciò non accada. Nella borsa ho tre guide, ma ho letto solo metà della prima: tanto il volo sarà lunghissimo e mi stuferò presto di leggere il mio romanzo. Chiunque abbia incontrato nell’ultimo mese mi ha consigliato posti dove mangiare, dove passeggiare, dove comprare cose introvabili nel resto del mondo; il problema è che nel momento in cui ciascuno mi segnalava qualcosa nella mia testa partiva in automatico il pensiero: caspita che memoria, io ho difficoltà a ricordarmi posti carini dove andare nella città dove vivo, figuriamoci in una dove sono stata anni fa! E ciò comportava consequenzialmente il non aver capito il posto suggerito. Abbiate pazienza amici miei, scrivetemi un messaggio con i posti da non perdere! Menzioni a part...

hofinitogliesami

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Giusto perché oggi ho verbalizzato l'ultimo esame della triennale,  pubblico la foto fattami al bar della stazione di Verona da dove sono stata rapita per un we di sci in montagna. Oramai hofinitogliesami è diventato il mio mantra, anche la cassiera del supermercato, la proprietaria dell'albergo di Vigo di fassa e il controllore trenitalia lo sanno. Sensazione fighissima!

15 febbraio 2012

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Stupiamoci: La neve rimane, è bianca e non marroncina e piena di schifezze. (E forse un po' di merito possiamo attribuirlo all'area c). Ho finito gli esami, è stupefacente che ci sia riuscita. Ma così è! Ora la tesi, gran figata! Con a. saremo nela stessa città per ben quattro giorni, ed entrambi in vacanza. Praticamente un miracolo. Tre bei motivi per essere felici oggi. p.s. oggi nel lontano 2009 scoprivo che l'americano sarebbe partito per gli Usa in pianta stabile e la cosa mi preoccupava alquanto. Che cambiamenti da allora! E che bello saperlo felice laggiù!

9 Febbraio 2012

Due immagini da cucirsi dentro. Parco Sempione bellissimo con la neve e un lieve solicino. Peccato che la bicicletta sdruccioli sulla neve, sennò sarebbe stato veramente perfetto. A. Perchè sorridi? B. Non sto sorridendo! A. Invece sì, perchè lo fai? B. Sono felice di essere qui con te A. Volevo sentirtelo dire B. Ora sto sorridendo.