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Visualizzazione dei post da gennaio, 2009

Sguardi di donne

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Dopo più di dieci giorni dall’aver visto il film 4 mesi, 3 settimane 2 giorni, mi è tornata alla mente l’ultima scena del film: Gabjta che si gira e per pochi secondi fissa la telecamera. È uno sguardo pieno fino al’inverosimile, denso di un sentimento indecifrabile; non ho realmente idea di quale sia il pensiero della ragazza, ma c’è sicuramente molto di più oltre alla consapevolezza dell’essere incinta. Tornando a casa mi arrovellavo il cervello cercando di capire il perché di quello sguardo fisso, denso, e quale sia il messaggio che il regista voleva passare allo spettatore. Non c’è una presa di posizione riguardo l’aborto, ne a favore ne contro, non ci sono accuse di tipo politico o religioso, quale è il pensiero profondo che trabocca dagli occhi di Gabjta e io non riesco ad interpretare? È un po’ lo stesso sguardo che ha la Giuditta di Botticelli: porta in se la consapevolezza dell'autocoscienza, dimostra al mondo di aver compreso la natura dell’uomo e la complessità del mondo...

La giusta distanza

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Torno ora a casa dopo aver visto La giusta distanza di Carlo Mazzacurati: quella che sto per scrivere non sarà una critica obbiettiva e ponderata, ma frutto delle emozioni ancora in movimento. E' un film italiano, molto italiano: è italiana la pianura e la nebbia del Polesine dove è ambientata la storia, sono italiani i personaggi, i dialoghi, i sentimenti, gli odori e i colori e forse è questa una delle cose che mi è piaciuta, il sentirmi chiamata dentro. La storia di per se non dice molto, il paese e la nuova arrivata, la maestrina, un intreccio amoroso e una morte; ma non è questo il punto, non è la storia che ci coinvolge perché è come se l'avessimo già vissuta anche noi, agli avvenimenti è come se fossimo stati presenti anche noi quindi è inutile dargli peso. Sono degni invece i sentimenti, vedere il mondo da un'altra prospettiva, calarsi per una volta nei panni dell'altro, scavando per cercare la vera Verità; il protagonista è quella che cerca, La Verità, scomoda...

Polemica? No, soluzioni!

Senza dubbio suscitano imbarazzo le parole del Premier, una onnipresente superficialità per un problema reale che c’è sempre stato da che l’uomo è tale. Non per questo però bisogna fare battute o prendere gli eventi come “una cosa che può sempre capitare”: non è così che deve reagire chi guida una nazione, non può stare fermo davanti ad una difficoltà, perché il problema persisterà sempre e sarebbe giusto almeno provare a debellarlo. E poi la polemica, continua, persistente, dell’opposizione, basta! Non se ne può più di leggere che ad ogni affermazione c’è subito la polemica, non si può sopportare che persone che guidano i partiti si limitino a obiettare a ciò che dicono gli avversari! Cerchiamo di sviluppare soluzioni intelligenti invece di polemizzare, occupiamo i grandi cervelli di ministri e affini per ovviare ai problemi!

suonare ti tocca, per tutta la vita

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In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa. Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore, e allora perché coltivarla ancora, come pensarla migliore. Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato. Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato, per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco. E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca, per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare. Finì con i campi alle ortiche, finì con un flauto spezzato e un ridere rauco e ricordi tanti e nemmeno un rimpianto.

perchè Divertimento = morte?

Non so proprio come reagire quando mi piovono addosso notizie del genere: l'incidente in via Pistoiese dove sono morti 3 ragazzi fiorentini che stavano andando al Viper a ballare la sera della befana. Il tasso alcolico nel sangue del guidatore era 0.6, più del consentito ma quasi normale dopo una cena con gli amici... e poi la macchina si è schiantata sul cordolo della rotonda messa a posta perchè la gente su quella strada rallentasse. Non so più se credere a chi dice che la mia è una generazione di ragazzi senza controllo, senza freni, senza limiti, io non mi sento così: so benissimo quali sono le conseguenze se bevo troppo o se mi faccio una canna, e dubito che il ragazzo che si è schiantato non lo sapesse. Allora che cosa succede? Siamo bombardati da articoli sui giornali, incontri formativi e lezioni in classe fin dalle medie su quali possono essere gli effetti dell'assunzione di certe sostanze e perchè continuiamo a morire come se niente fosse? Dove sta il problema tra cap...