Torno ora a casa dopo aver visto La giusta distanza di Carlo Mazzacurati: quella che sto per scrivere non sarà una critica obbiettiva e ponderata, ma frutto delle emozioni ancora in movimento. E' un film italiano, molto italiano: è italiana la pianura e la nebbia del Polesine dove è ambientata la storia, sono italiani i personaggi, i dialoghi, i sentimenti, gli odori e i colori e forse è questa una delle cose che mi è piaciuta, il sentirmi chiamata dentro. La storia di per se non dice molto, il paese e la nuova arrivata, la maestrina, un intreccio amoroso e una morte; ma non è questo il punto, non è la storia che ci coinvolge perché è come se l'avessimo già vissuta anche noi, agli avvenimenti è come se fossimo stati presenti anche noi quindi è inutile dargli peso. Sono degni invece i sentimenti, vedere il mondo da un'altra prospettiva, calarsi per una volta nei panni dell'altro, scavando per cercare la vera Verità; il protagonista è quella che cerca, La Verità, scomoda...