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È solo una leggera febbre

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HIV, sieropositivo: un’identità decisa dal corpo, la posso riconoscere e accettare, negare o dimenticare, ma lei resta com’è, tale e quale. È paziente anche lei, mi aspetta. Ho l’HIV, sono sieropositivo: cosa significa? Ti faccio paura? Ti faccio schifo? Non è importante, non mi interessa. Sono stato arruolato a mia insaputa nell’esercito degli impuri, degli appestati, dei portatori di un male speciale. Marchio, stigma, vergogna? (…) Il virus dell’HIV appartiene al mondo, soprattutto. Riguarda più voi, che me. È il risultato di una sovrapposizione di sguardi, strato su strato. Ha una storia e una tradizione che io conosco solo a tratti, che mi stanno alle spalle. Destini, numeri, casi clinici e mediatici, organizzazioni che mi precedono, vicende di cui, per quanto legga e mi informi, so sempre pochissimo. (…) Se oggi lo stigma non mi imbriglia poi molto, forse è proprio perché sono cresciuto in quel posto. Rozzano il veleno e l’antidoto. Davanti al pregiudizio reagire alzando la posta:...