La fine dell'inizio

Ieri è stata una giornata di chiusura, non tanto perché sia successo granchè, quanto perché mi sento da ieri cambiata. Ho dato il secondo e ultimo preappello della sessione, è quindi concluso il momento di studio intenso per almeno un mesetto; ho finito il libro che leggevo da quasi 3 settimane e ho terminato di vedere la puntate italiane di Grey’s Anatomy che mi hanno accompagnata per quasi tutte le serate milanesi da un mesetto e mezzo a questa parte. Come ho scritto prima non sono eventi eclatanti, ma concludere qualcosa che sia un film, una serie ho una sessione di esami ti porta un po’a pensare, a cosa è stato e a cosa sarà, a ciò che è cambiato in e intorno a te da quando hai iniziato. L’università non è più una novità, si cominciano a delineare effettivamente i caratteri dei professori (che prima erano celati dal velo ottimista dell’inizio), e dei compagni di università…i cui visi iniziano ad affollare la mente e i sogni. Sorpassato il momento delle presentazioni con tutti, ma ancora non immagazzinati i nomi e la provenienza, non siamo ancora alla confidenza del vedersi ed uscire… spero arrivi presto quel momento. Mi manca del vivere a Firenze quella consapevolezza di avere sempre qualcuno con cui andare a fare un giro o a bere una birra, forse ciò può essere tradotto con un semplice mi sento ancora un sola.


Il libro che ho finito si chiama “In vespa – da Roma a Saigon” di Giorgio Bettinelli, un gran bel libro, un gran

bel viaggio in solitario: solo con una vespa e la capacità di staccarsi da propr

io mondo per 9 mesi senza remore e senza l’angoscia di tornare a casa e vedere che la vita non ti ha aspettato. Forse il libro mi è piaciuto così tanto perché l’autore ha la mia stessa voglia di avventura, ma a differenza l’uno dell’altra lui parte e

io rimango a leggere sognando ad occhi aperti. Forse non sarò mai capace di fare un viaggio veramente all’avventura, senza programmare ogni cosa, senza consapevolezze ma solo idee e con la mente aperta a cambiare i programmi.

Addirittura l’autore in alcuni momenti si lamenta di essere poco aperto di mente, e io arrossisco al pensiero…lui si sente chiuso!? E io come dovrei sentirmi allora?! Nel mio piccolo girello per Milano cercando nuove strade e perdendomi nella città, ma la Benedetta razionale cerca sempre, come se avesse nel cervello un navigatore, come arrivare alla strada conosciuta più vicina. Ma non mi sembra abbastanza. Vorrei essere una viaggiatrice con la mente completamente libera da pregiudizi, da timori verso paesi e persone e culture…ma (per ora) proprio non mi riesce.



Grey’s Anatomy è stato un appuntamento quotidiano con me stessa, guardando il telefilm la mente passava un po’ in rassegna la giornata e se ce n’era bisogno in concomitanza con i passaggi più tragici mi faceva piangere. Sono troppo controllata per scoppiare a piangere da sola, e il vedere un telefilm sdolcinato in alcuni momenti e tragico in altri è stato veramente utile, ma sono anche contenta che sia finito ed in concomitanza con la fine di questo momento iniziale. Vorrei che da ora in poi le cose cambiassero: è iniziato una nuova fase!! Quella dell’assorbimento nella vita milanese, fino ad ora sono andata alla scoperta, ora è il momento di darsi da fare seriamente per fare si che questa sia effettivamente una nuova vita, e non lo spettro di quella fiorentina.



Oggi c’era il sole e mi piace molto che la nuova fase sia iniziata in modo così luminoso! Per sancire questo patto con me stessa, con Milano e il mondo fuori sono andata a vedere la mostra a palazzo reale sui postimpressionisti: qualche quadro era veramente notevole…ma la non mi sono piaciuti per niente né la location (le sale basse del palazzo) né l’illuminazione!! Allietata poi da una favolosa cioccolata calda bevuta su una panchina rimirando la Scala.

Buonanotte cari lettori!

B.

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