Sguardi di donne

Dopo più di dieci giorni dall’aver visto il film 4 mesi, 3 settimane 2 giorni, mi è tornata alla mente l’ultima scena del film: Gabjta che si gira e per pochi secondi fissa la telecamera. È uno sguardo pieno fino al’inverosimile, denso di un sentimento indecifrabile; non ho realmente idea di quale sia il pensiero della ragazza, ma c’è sicuramente molto di più oltre alla consapevolezza dell’essere incinta. Tornando a casa mi arrovellavo il cervello cercando di capire il perché di quello sguardo fisso, denso, e quale sia il messaggio che il regista voleva passare allo spettatore. Non c’è una presa di posizione riguardo l’aborto, ne a favore ne contro, non ci sono accuse di tipo politico o religioso, quale è il pensiero profondo che trabocca dagli occhi di Gabjta e io non riesco ad interpretare?



È un po’ lo stesso sguardo che ha la Giuditta di Botticelli: porta in se la consapevolezza dell'autocoscienza, dimostra al mondo di aver compreso la natura dell’uomo e la complessità del mondo, la donna sorride prendendosi quasi gioco dell’osservatore perché la sua mente possiede la risposta a tutte le domande.


Chissà forse anche Gabjta ha inuito la vera natura del mondo...

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