Non sono ancora partita ma ho già una casa dove andare! Magia magia! E soprattutto, oltre alla stanzetta c'è un meraviglioso patio pieno di piante e piantine! Guardare per credere...
Mettete un sabato di pioggia, che sarebbe dovuto essere il primo giorno di primavera ma sembrava molto più uno di pieno inverno, i postumi della cena, la pancia piena di tè caldo (un po' per digerire e un po' per scaldare) e un velo di tristezza per la repente dipartita di Ma ed ecco la perfetta immagine di ieri. Era davvero necessario vincere la fatica e uscire per dare una scossa agli umori e la serata. Cosa meglio di un concerto di tamburi giapponesi?! E' stata una sorpresa assoluta e una gran figata: un mix tra una danza mistica e una musica tribale che entrava a fondo nello stomaco e smuoveva tutto. Davvero un'emozione pazzesca, mai l'avrei detto che dei tamburi potessero suscitare e scombussolare tanto. Vi posto un paio di video che ho fatto che non rendono per niente la potenza dello spettacolo, chiaramente. (se ci mette troppo a caricarsi lo potete vedere pure qua ) p.s.: eravamo una ventina di spettatori in tutto e per l'ultimo pezzo hanno chiesto se qu...
Terzo giorno nella fabuleux Paris, visto la fatica accumulata ieri oggi la mattinata è stata più cauta. Prima meta: il Louvres, solo da fuori, perchè la visita ufficiale sarà venerdì sera quando è gratis oppure domani a pranzo senza Maria. C'era un sole favoloso, quindi le piramidi di vetro e l'acqua facevano giochi di luce molto suggestivi! Presa la direzione delle isole abbiamo percorso parte di Rue di Rivoli guardando di scorcio il Centre Pompidou, visitando Notre Dame e girellando per i quartiere. Pranzando a base di falafel e hummus nella parte ebraica del Marais e gettando occhiatine nelle gallerie d'arte del quartiere, la vera prima tappa è stata il museo di Picasso (molto bello, non solo per i quadri, ma anche per il palazzo e per il fatto che sono esposti molti degli oggetti d'arte appartenuti e di grande ispirazione per il pittore, per esempio alcuni quadri di amici: Braque e Cezanne in primis). Sosta riposante a place de Vosges e sguardo languido all' Op...
E' già passato un mese da quando ho iniziato la mia vita da universitaria quassù al nord. La metropolitana, l'università, le lezioni, l'economia aziendale stanno iniziando a non essere più una novità ma parte della routine quotidiana. La città mi piace tantissimo: è organizzata, offre un sacco di opportunità, girelli e trovi statue innovative tra palazzi vecchieggianti; mi sento inglobata dal suo continuo movimento, perchè è così: è una città che corre, corre e non si ferma mai. Ma non riesco a sentirla mia, è enorme, piena di sfaccettature e forse sbaglio a dire che mi piace, perchè probabilmente nemmeno i Milanesi la conoscono nella sua completezza. E' come se non dormisse mai la città: guardi dalla finestra e vedi sempre un sacco di luci, i treni della metro passano ogni 10 minuti anche la notte e vedi tante tante persone in giro ad ogni ora. Forse il problema è che non sono abituata ad una città così popolata, è normale in una metropoli non trovare mai una strada d...
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