BsAi - Palazzo Barolo
Santa Marina non solo ha deciso di proteggermi da tutti i mali di questo mondo e di farmi da guida, si improvvisa anche scopritrice di tour notturni guidati in palazzi storici! Una figata!
Sabato scorso è stata la volta di Palazzo Barolo. Si tratta di un edificio di inizio secolo situato in Avenida de Mayo; voluto da Luigi Barolo, progressista e potente produttore agricolo arrivato in Argentina nel 1890 dove conobbe Mario Palanti, architetto italiano. Entrambi italiani, entrambi appassionati di Dante e come lui massoni, riempirono il Palazzo di riferimenti all’organizzazione e alla Divina Commedia.
La pianta dell’edificio è costruita in base alla sezione aurea e al numero aureo. Il palazzo, come la Divina Commedia è suddiviso in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Le nove volte di accesso rappresentano i nove passi d'inizio e le nove gerarchie infernali; il faro rappresenta i nove cori angelici. L'altezza del palazzo è di cento metri e cento sono i canti dell'opera di Dante; l’edificio ha ventidue piani così come le strofe dei versi della Divina Commedia. L'edificio si divide in due blocchi, con undici uffici per ogni blocco in ogni piano. Il numero rimanente, il ventidue, risponde alla metrica utilizzata da Dante nei cento canti. Nelle tre divisioni della Divina Commedia, Inferno, Purgatorio e Paradiso, che cita Borges nella sua opera “Nove saggi danteschi”, si compie la relazione pitagorica che determina il numero Pi greco (3,14); questo rapporto si riscontra nella divisione originale dell’accesso attraverso gli ascensori.
I piani superiori simboleggiano i sette livelli del purgatorio mentre la cupola il paradiso.
La pianta dell’edificio è costruita in base alla sezione aurea e al numero aureo. Il palazzo, come la Divina Commedia è suddiviso in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Le nove volte di accesso rappresentano i nove passi d'inizio e le nove gerarchie infernali; il faro rappresenta i nove cori angelici. L'altezza del palazzo è di cento metri e cento sono i canti dell'opera di Dante; l’edificio ha ventidue piani così come le strofe dei versi della Divina Commedia. L'edificio si divide in due blocchi, con undici uffici per ogni blocco in ogni piano. Il numero rimanente, il ventidue, risponde alla metrica utilizzata da Dante nei cento canti. Nelle tre divisioni della Divina Commedia, Inferno, Purgatorio e Paradiso, che cita Borges nella sua opera “Nove saggi danteschi”, si compie la relazione pitagorica che determina il numero Pi greco (3,14); questo rapporto si riscontra nella divisione originale dell’accesso attraverso gli ascensori.
I piani superiori simboleggiano i sette livelli del purgatorio mentre la cupola il paradiso.
Oltre a tutto questo c’è di più, ed è la vista mozzafiato dalla cima del palazzo sulla città illuminata. Se fate un salto quaggiù non potete non andarci!
Commenti