Parigi #2

La mattina l'abbiamo dedicata all'esplorazione del quartiere latino, il Pantheon, la chiesa di St Etienne du Mont e i vari edifici della Sorbonne. Molto diversa questa parte di Parigi da quella del mio arrivo, Monmartre, secondo me molto più chic e viva in modo diverso; abbiamo pure girellato per un mercato alimentare il place de Monge, e nonostante fossero le 10 e mezzo di mattina avrei mangiato la maggior parte delle cose che offrivano: formaggini di ogni tipo, salumi e salamini, e pani con ogni spezia dentro e fuori. Maria poi è andata a lezione, l'idea era quella di ritrovarsi per mangiare e nell'attesa sarei andata in esplorazione della mostra al Musee du Luxemburg che esponeva una raccolta privata: da Mirò a Warhol. Il costo superava di troppo il budget presvisto, e ho desisistito ripiegando sul museo delle arti medioevali che mi aveva detto Maria essere molto bello. Per arrivarci ho gironzolato un po' per i Boulevard intorno a Saint Germain, pieni di negozi, molto internazionali ma con qualche tocco francese apprezzabilissimo... al museo ho girato intorno ben tre volte per trovare l'entrata, per appurare che poi era chiuso.

Avvicinandosi l'ora di pranzo, ho ripreso la direzione dell'università e seguendo passo passo la cartina mi sono persa! Sono proprio figlia di mia mamma... decisa e risoluta ho chiuso la cartina fidandomi solo del naso! Cammina cammina mi sono trovata di fronte alla chiesa di Saint Sulpice, purtroppo tutta nascosta dalle impalcature di restauro. Ri attraversati i favolosi giardini del Lussemburgo (che varrebbero da soli un'attenda descrizione, per la curiosa fauna umana che vi si trova), ho incontrato Maria e insieme abbiamo mangiato. Dopo pranzo (la mia prima croque madame!) ho messo piede nella Sorbona! Molto emozionante... più per l'idea e l'aria rivoluzionaria che vi si respirava (anche i giovani francesi combattono contro ministri e decreti che vorrebbero privatizzare le università), che non per l'edificio in se.

Il pomeriggio è stato dedicato alla ricerca dei copricuscini (toie d'oreiellerer, ma non mi chiedete di pronunciarlo perchè mi si incarta la lingua!) pur ma mère e all'esplorazione della zona intorno alle Bon Marche, per poi giungere al Orsay. tralasciando la commozione di trovarsi di fronte al mio libro di storia dell'arte dal vivo, è stato veramente veramente emozionante come museo! Il fatto che si trovi dentro una vecchia stazione ferroviaria, da una strana conformazione all'esposizione dei quadri. Sarò sincera: la prima mezz'ora l'ho passata vagando da una parte all'altra del piano terreno, ogni dieci passi vedevo qualcosa che mi toglieva il fiato... quindi correvo a guardarla, e nel raggiungerla un'altra entrava nel mio raggio di vista e cambiavo direzione. Il fatto che non mi abbiano presa per matta indica che forse sono molti quelli che hanno avuto la mia stessa reazione...
purtroppo alle 5 e mezzo mi hanno sbattuto fuori perchè il museo chiudeva, quindi ho visto a velocità razzo la maggior parte delle opere dei piani superiori... per fortuna ci posso entrare gratis! Tornerò..

Troppo in anticipo per rincontrare Maria (a lezione fino alle 7 e mezzo) mi sono seduta in un cafè per bere un jus de pomme, leggere a fondo la mia guida e tirare un po' l'ora. Finalmente si avvicinava l'ora fissata, quindi sono andata in perlustarzione della zona intorno alla chiesa di Saint Germain des Pres (controllando dalle vetrine del Dior, se quello fosse effettivamente il negozio citato in Sex and the city) e sedendomi sulle scale della chiesa a guardare i passanti ead annusare l'aria di Parigi.
Maria arrivata, siamo andate aprendere un aperitivo con delle sue amiche rigorosamente italiane, per poi rotolare a mangiare fonduta!! Curiosità: invece che l'alcool nel fornellino c'era una gelatina verde (criptonite, a detta della Mary), io non mi espongo... spero solo non fosse tossica! Arrivate finalmente a casa, dopo un intera giornata fuori a camminare potrete ben capire la mia stanchezza e il dolore alle povere gambine!

Nota di costume: in metropolitana, sulla via del ritorno, era seduto accanto a noi un signore di mezza età con tratti sud americani, molto gentile e di bianco impellicciato che ascoltava e sballonzolava le suonerie del proprio cellulare ad alto volume, veramente un tipo ameno... ma si sa: questa è Parigi! forse raccontato non rende, ma vi assicuro che dal vivo era fenomenale!

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