BsAi - Santa Marina, ovvero la santa protettrice delle giovani erasmus sprovvedute

Dovete sapere che sull'aereo tra Newark e Buenos Aires mi si è seduta accanto una ragazza con una felpa bordeaux con il logo di un'università, sbirciando leggo Alma Mater e fra me e me penso, ma chissà che ateneo americano scopiazza i nostri bolognesi. Galeotto fu il mio schermo dei film che non usciva dal bracciolo e in inglese abbiamo cominciato a chiacchierare; quando poi le scopre che sono italiana in partenza per un exchange a Buenos Aires si illumina e comincia a parlarmi in italiano. Dodici ore di volo sono lunghe da passare, e ad esse si sono aggiunte le imprecazioni contro la pioggia che ha posticipato il nostro decollo di un'ora e mezzo (se fate bene i vostri calcoli scoprirete che ho fatto più di 24 ore di volo...) risultato siamo diventate amicissime. Santa Marina ha deciso quindi di prendermi sotto la sua ala protettrice e non solo all'arrivo all'aereoporto con sua mamma mi hanno accompagnata a casa (abitano a dieci minuti da casa mia), ma il primo giorno di università è voluta passarmi a prendere alle 8 e 45 del mattino per farmi vedere la strada e l'autobus ma nel pomeriggio mi ha accompagnata a comprare la sim del telefono. (C'è oltretutto da aprire un capitolo sulle SIM... non avessi avuto lei che mi ha fatto da prestanome non avrei potuto comprare la sim! Bisogna infatti, anche per le banali ricaricabili, avere un documento argentino, che ovviamente io non ho e il passaporto non basta).

Oggi (giovedì, ve lo scrivo perchè io sono un po' confusa sul fuso orario... non so più dove siete e che orari avete) mi porta a fare la turista in giro per la città! Soy muy feliz!

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