Dublino #0 - l'arrivo


Si comincia male: la valigia nella stiva che sarebbe dovuta essere al massimo di 15 chili superava abbondantemente i 20.-       Signorina sono 20 euro per ogni chilo in più, 100 euro
-       Non scherziamo!! Aspetti un momento che la svuoto…
Libri, guide, stivali, un pile, mezzo chilo di pasta e il beauty finiscono nella borsa che diventa quasi insollevabile (la foto testimonia); se non altro riesco a non regalare 100 euri alla ryan air. L’aereo è veramente un carro bestiame per densità di umanità e temperatura, color huvsquarna sì, ma sempre carro bestiame rimane. All’aereoporto scopro magicamente (magicamente sì, perché fosse stato per merito dell’ incomprensibile lingua che parlava l’omino all’info point adesso sarei chissà dove) che c’è uno shuttle che ferma nella zona dove devo andare io; un po’ di ansia da fermata giusta ma gli schermi sul bus che segnalano la fermata successiva mi tranquillizzano. Menzione d’onore ai bus: musica classica in sottofondo, wifi (che a me non funzionava ma alla mia vicina sì) e schermi che illustrano il percorso (e placano le preoccupazioni degli ansiosi).

Il residence è dentro un complesso credo di una scuola elementare privata, tutto molto chicchettoso e verde. Non ho ancora capito se la casa è vecchiotta o solo con un carattere diverso dallo studentato che mi aspettavo. Ci sono due stanze comuni grandi con divani di pelle marrone (non oso pensare come siano d’estate), tv e tavolini; un’aula studio con un sacco di romanzi in lingua (alla quale presto attingerò) e una cucina tutta legno marrone e marmo con ben 4 frigoriferi e un sacco di armadietti: due ripiani per ciascuno studente! La stanza è microbica ma con la finestra che da sul parco e su una collinetta (di questa prometto foto. I responsabili del dormitorio sono due italiani (aimè): un siculo milanese (non bello come il nostro cicciuzzo) e una bergamasca, simpatici, accoglienti e carini. I bagni sembrano quelli di scuola: maschi e femmine separati, 4/5 wc uno accanto all’altro con i separè e le porte dai quali fuoriescono i piedi. Idem per le docce (però i piedi lì non si vedono).Letto a castello (però sono sola in stanza) comodissimo… vi dico solo che da brava nonna sono crollata alle nove e un quarto, svegliandomi dodici ore dopo!

p.s.: quasi dimenticavo l’acquisto compulsivo all’aereoporto di Bergamo: nuovo portafoglio blu! Il mio storico verde dopo un degno funerale è stato amorevolmente abbandonato nel cestino di Orio al Serio… la foto del momento del passaggio delle consegne tra i due.


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