BsAi - Bondi! Bondi! Bondi!
Gli autobus di qua sono la mia passione, ogni linea ha i suoi colori caratteristici che si ritrovano sule fiancate, sul fronte e sul retro e nella tappezzeria nell'interno. Il primo mese prendevo il 152 per andare in università (caratterizzato da un bel biancorossoblu) che ci impiegava tra i 40 e i 60 minuti per il tragitto casa università. Adesso grande svolta con il 111 (verde brillante e giallo senape) che ce ne mette 25 secchi ma che passa un po' quando vuole. In questi due mesi ho imparato un paio di regole per sopravvivere ai lunghi viaggi in collectivo (o bondi, in slang giovanile).
1) Scordatevi sicurezza, dolcezza delle frenate e posizione eretta: i guidatori sono matti come cavalli, credono di essere soli su ferrari (e non su mezzi pubblici con 70 persone a bordo), frenano all'ultimo secondo e si ingarellano con gli altri bussisti.
2) se si libera un posto, fiondatici. E' essenziale. E' l'unico modo per essere quanto meno vicino alla stabilità. E non è nemmeno tanto vero, mi è capitato pure di scivolare giù da una seduta per la frenata
3) niente caffèlatte nelle 2 ore antecedenti al tragitto, potrebbe riproporsi. Tantomeno tenerlo in mano, inevitabilmente finirà su mani, vestiti e borse tuoi e di tutti i tuoi vicini
4) non ti fidare MAI del percorso scritto nelle stazioni. Mille possono essere i motivi per i quali il conducente decide di cambiare il percorso, compreso la voglia di continuare il discorso con l'amico bussista da un semaforo all'altro. Continuo ad avere attacchi di cuore e di panico quando alzo gli occhi dal libro o giornale di turno e non mi trovo nella strada dove penso di dovermi trovare. Finora sono stata fortunata e ad un certo punto riesco a ritrovarmi (e soprattutto a ritrovare la strada di casa).
5) collegato al punto di prima, i bussisti sono tutti amici (non tra tutte le linee, ma ancora non ho capito quali sono le faide tra i diversi numeri) e amano raccontarsi le loro vite quando si incontrano, ma c'è sempre un problema che è quello che dal lato sinistro dell'autobus non ci sono finestrini, quindi aprono la porta. E' una scena fantastica da vedere
6) quando sono in ritardo o c'hanno la moglie a casa con i tortellini pronti non si fermano alla fermata, ma rallentano e aprono le porte e tu ti devi lanciare e sperare di atterrare bene...
7) spostati che devo chiudere la porta! Qua come nei paesi anglosassoni (e soprattutto nei paesi progrediti) si sale da davanti, si passa il biglietto e si va dietro. Sì però se siamo ingarellati con l'altro 152 o se ci sono i già citati tortellini scodellati a casa non si può perdere tempo, quindi i poveri passeggeri devono ammassarsi sulla porta perchè il guidatore riparta, chiuda le porte e nel frattempo faccia i biglietti.
8) In tutto questo i biglietti vanno dai 15 ai 18 centesimi di euro, bella vita in confronto ai nuovi prezzi dell'ATM!
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