BsAi - Uca!
Cominciamo con l' università, in molti mi chiedete che faccio, come sono i corsi e i compagni. Qua frequento tre corsi: geografia economica (corso che avrei dovuto frequentare in cattolica), Arte Argentina Contemporanea e Lingua spagnola. Il primo é l' unico che frequento con argentini che per un' assurdità burocratica mi fa figurare qua come una studentessa di scienze politiche. Per loro é un corso del secondo anno, i miei compagni hanno 20 e io mi sento una nonna in confronto a loro. C'é da aggiungere che qua la frequenza ai corsi é obbligatoria così come il superamento del parziale di metà semestre (che però non fa media) quindi in classe (circa 30/40 persone) ci sono sia gente che vuole seguire che gente a cui non frega niente. Complici credo l' età degli studenti, l' atteggiamento dei docenti che ti trattano da scemo e la conformazione dell'aula finisce che sembra di essere tornati al liceo.
Arte e spagnolo sono invece corsi rivolti agli studenti stranieri, il primo rientra nella proposta del Programma di Studi Latinoamericani mentre il secondo é, ovviamente, per i nonispanicoablanti (nel mio gruppo siamo quasi tutti italiani, francesi e tedeschi...non vi dico le risate quando siamo costretti a leggere). É buono per imparare la grammatica, ma con il fatto che viviamo totalmente immersi in una vita dove comunichiamo tutti i giorni in spagnolo sarebbe più utile fosse improntato all' apprendimento veloce. Invece l' impressione che mi sono fatta in questi due mesi é che qua l' insegnamento sia molto didascalico, ogni lezione su 3 ore ne ha almeno una dove si ripetono i concetti della lezione prima che oltretutto si trovano ben spiegati nel libro. Insomma, molto diverso dall' università italiana dove si corre e si salta molto. E poi pochissima bibliografia, so che in italia tutti scrivono libri, però c'é una via di mezzo tra lo snocciolare cinque titoli a lezione e non avere niente, nemmeno un suggerimento...
Di buono c'é che per il corso di arte non devo sostenere un esame ma consegnare ogni mese un lavoro di critica a 2 opere di una specifica mostra decisa dal prof. Però anche qua nessuna bibliografia di riferimento perché il prof ritiene più interessante una critica personale che un copia incolla da lavori di altri.
Arte e spagnolo sono invece corsi rivolti agli studenti stranieri, il primo rientra nella proposta del Programma di Studi Latinoamericani mentre il secondo é, ovviamente, per i nonispanicoablanti (nel mio gruppo siamo quasi tutti italiani, francesi e tedeschi...non vi dico le risate quando siamo costretti a leggere). É buono per imparare la grammatica, ma con il fatto che viviamo totalmente immersi in una vita dove comunichiamo tutti i giorni in spagnolo sarebbe più utile fosse improntato all' apprendimento veloce. Invece l' impressione che mi sono fatta in questi due mesi é che qua l' insegnamento sia molto didascalico, ogni lezione su 3 ore ne ha almeno una dove si ripetono i concetti della lezione prima che oltretutto si trovano ben spiegati nel libro. Insomma, molto diverso dall' università italiana dove si corre e si salta molto. E poi pochissima bibliografia, so che in italia tutti scrivono libri, però c'é una via di mezzo tra lo snocciolare cinque titoli a lezione e non avere niente, nemmeno un suggerimento...
Di buono c'é che per il corso di arte non devo sostenere un esame ma consegnare ogni mese un lavoro di critica a 2 opere di una specifica mostra decisa dal prof. Però anche qua nessuna bibliografia di riferimento perché il prof ritiene più interessante una critica personale che un copia incolla da lavori di altri.
Pecca pecchissima sono i bagni: piccoli ce nemmeno quelli degli autogrill, sporchi e con puzza di fumo che nemmeno il Castelnuovo durante le occupazioni. Proprio non ci siamo...
Vi posto pure un paio di foto dell' università da fuori, del fuori da dentro e del ponte dell' amico Santiago che sta vicinissimo all' università. Per altro, non vi sembra familiare il ponte?

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