Dublino #2 - diario


Sveglia prima del suono del telefono come una bambina al primo giorno di scuola, lavata vestita e colazionata e sulla Luas (la tramvia di quassu) per andare a scuola. Mentre mangiavo è entrato in cucina un ragazzotto brasiliano che mi ha chiesto se andavo a Milltown a scuola e se potevamo andare a scuola, ma certo!! Aspirante medico studia nel sud del Brasile e non apprezza l’università italiana perché gli studenti fino all’ultimo anno non hanno contatto con i pazienti, mentre lui è tutto emozionato perché dal prossimo semestre comincia il tirocinio in gastroenterologia. Ah, si chiama Robert (fino a che non siamo arrivati a scuola e non hanno fatto l’appello sono rimasta convinta si chiamasse HHHobert). Test di valutazione, giro per la scuole e inserimento nelle classi, io sono con due italiane 4 dell’Arabia Saudita, una francese (my new best friend), una madrilena (che parla un inglese tutto suo ma che fa scompisciare dal ridere), una brasiliana, un venezuelano e una polacco-tedesca. Un gran rebelot di culture. Non so bene come raccontare della scuola, so che è un edificio nuovo, costruito nel 2011 ma sembra essere datato e sporchino (cosa che assolutamente non è!): la moquette bluette, le seggiole di pelle marroni e le pareti gialline. Credo che abbiano banalmente un diverso gusto per l’arredamento, soprattutto lontano da quella che è la mia idea di scuola nuova. La mensa è stata una delusione: l’unico piatto caldo è la zuppa del giorno, per il resto solo sandwich… e pure carissimi! Da domani mi porto il pranzo da casa e prendo la zuppetta calda, tiè. Dopo il light lunch con Clarance, la mia amichetta di Versailles, ci siamo uniti al gruppo che con il direttore della scuola faceva un giro per la città. È stato divertente, perché nonostante si sia stati nei posti dove ero andata ieri ci ha raccontato un sacco di storie. Quando loro andavano dentro il Trinity College io li ho salutati per tornare a casa, dopotutto si era fatta una certa e io dovevo andare pure a fare la spesa. Ora vado a cena in cucina con Clarissa (o Clarenza?). Ah, ancora oggi non avevo detto nulla a riguardo ma è il mio mantra: fa freddissimo!!! E non solo fuori, ma anche in casa, a scuola, nei bagni, in salotto… ecco forse l’unica stanza calda è la cucina, e infatti è li che ora mi trasferisco.

Commenti

Lorenzo ha detto…
Tutta questa diversita' fa sempre molto bene. Enjoy!

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